1976 Si costituisce l'Associazione Italiana Badminton
Passano ancora sei mesi e finalmente - dopo un viaggio a Londra in occasione dei Campionati Inglesi - Chiappero può costituire la prima Associazione nazionale.

Il 24 aprile 1976 - a quasi due anni dalla prima lettera al CONI - con una riunione straordinaria presso il Centro Sportivo dell'Aeronautica Militare di Roma nasce l'AIB. Sono presenti, oltre a Chiappero, Ezio Binelli, Renato Boccardi, Gastone Bolaffi, Pier Giuseppe Caputo, Enrico Comes, Sergio Dottori, Filippo Filippi, Alberto Gualtieri, Loris Lolli, Carlo Plebani, Romano Pontisso, Franco Recupero, Alvaro Remondini, Vittorio Silvestrucci, Edoardo Toselli, Anacleto Vanghetti, i quali approvano all'unanimità - 16 voti su 16 - la costituzione ufficiale dell'A.I.B. - ASSOCIAZIONE ITALIANA BADMINTON - con sede in Roma, Via Valsolda 157. Viene approvato anche il Regolamento Statutario.

L'organigramma dirigenziale è composto dal Commissario nazionale (Aurelio Chiappero) e da una Consulta centrale, della quale fanno parte tutti i sedici "pionieri" che parteciparono alla riunione al Centro Sportivo dell'Aeronautica, affiancata da una Commissione Promozionale composta da Carlo Plebani, Vittorio Silvestrucci, Alberto Gualtieri, Alvaro Remondini, Pier Giuseppe Caputo, Renato Boccardi e Filippo Filippi.

Loris Lolli, a quei tempi inviato del Corriere dello Sport e "atleta azzurro onorario" (avrebbe dovuto partecipare, per la marcia e la corsa, agli Europei di atletica leggera del '43 e alle Olimpiadi del '44, ma il mondo era sconvolto dalla guerra) ricorda così quell'esperienza:

"Conoscevo Chiappero da parecchio tempo: eravamo già stati pionieri della pallamano… Un giorno ci incontrammo per caso e parlando appunto di quello che eravamo riusciti a fare nel passato ci domandammo: 'Perché non pensiamo a qualche altro sport?'. Il discorso scivolò sul badminton, a quell'epoca sconosciuto ai più, e decidemmo di provarci. Nell'aprile del '76, cercammo tra i nostri amici delle persone disposte a far parte del Comitato e convocammo l'assemblea. Rimasi nel badminton fino all'85, quando si costituì la Federazione, anzi: le Federazioni. Dopo l'accorpamento con lo squash, la mia idea era che si sarebbe dovuta costituire una sola Federazione, anche per avere più peso, ma si optò per l'altra soluzione e allora preferii tirarmi indietro. Nonostante questo ho sempre seguito con interesse e affetto il badminton italiano ed oggi mi sento particolarmente felice di essere stato tra i pionieri".

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